dovrei augurare buone feste ecc ecc... ecco chi desidera auguri da me li avrà
o almeno sia convinto di averli... Ma ci sono pure persone che non li vogliono,
che si sentono prese in giro quando qualcuno fa loro un augurio... e allora
io non faccio nulla.. sto qui... lascio qui le mie parole.. dovrei partire...
non so come e manco quando.. cerco di vivere giorno per giorno
e questo mi porta a non pensare che fra poco è natale.. ![]()
e le conseguenze sono immaginabili..![]()
Non ho preparato bagagli, non ho preparato regali,
non ho pensato a cosa cucinare...
non voglio farlo... ECCO!
(mi occorreva uno sfogo.. ora noncihotempo per raccontare
chi mi conosce capisce e sa)
e allora.. per chi desidera auguri
son qui per farli... asp che mi riassetto![]()
per gli altri ok.. non farò auguri di nessun genere..
ma tutti sia quelli allegri che quelli meno allegri
devono sapere che ci sono.. Io ci sono...
da qualche parte,
è vero,
ma ci sono...
per le persone che amo ci sono e ci sarò sempre...
natale o capodanno o tutti gli altri giorni....
(questa mattina ho augurato la buona pasqua... mi devo preoccupare?)
Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l'amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L'amicizia è un sentimento più nobile dell'amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti,
mentre l'amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori,
ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita
dipenda dalla loro esistenza...
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono.
Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita.
Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami.
Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa "cronaca" non sanno di essere inclusi
nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che
li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di
quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio
vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito,
e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E' per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere.
Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro.
Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non
sono con me a condividere quel piacere...
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita
non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino,
vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse
non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa, si riconosce.
(Vinìcius De Moraes)







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