Parigi, 3 luglio
Avevo provato a scrivere...oh sì...molto. Poi avevo scelto una bella pagina
di diario, sapete quelle cose segrete che uno vede e poi scrive...ma...non
so. Mi è sembrato un esercizio della logica. Come se ad certo punto sentissi
di voler affermare la mia esistenza, qualcosa che vada oltre la voglia di
spogliarvi. E così.. ho sentito il richiamo della ribellione. Mi sentivo
chiamato a dover essere. Perdonatemi Milady, vi scriverò un altro giorno.
Quello che ho scritto, abbastanza sboccato, ha una data. Un giorno la
leggerete.
Mi fa rabbia pensare che cerco di accarezzarvi tutte le sere,
cerco di scrollarvi di dosso quel fardello...e mi ripiombate giù...ancora.
Ma... al solito, non desidero essere altro che un amante per voi. Niente
consigli. Niente. Niente storielle morali, niente di niente. Vi
penso e lascio che le mie sensazioni facciano il resto. Dove è scritto
che non debba provare il piacere di sbirciarvi tra le cosce. Del
resto mi piace guardarvi in grande.
Mi spiace che abbiate smesso di mandarmi le vostre lettere.
Ma so che siete altrove con la testa. E non oso chiedere.
Lascio che il desiderio si insinui...e mi piace. Avrei voglia di guardare le nostre immagini
insieme a voi, noi dentro uno specchio. Come se voi foste l'attrice di un film
eccitante.
Mi piacerebbe incontrarvi per caso sapete. Magari in qualche angolo di
palazzo, oppure in un ascensore. Oh...non credo che resisterei dall'alzarvi
la gonna e ficcarvi le mani tra le gambe. Me ne fregherei del buon senso e
della gente che arriva, quello che vorrei è sbattervi in preda al piacere
irrazionale del desiderio immediato.Incontrarvi in ascensore e non
volete altro che abbracciarvi, stringervi…. alla faccia dei dolori della vita.
Sentirvi dire dalle vostre labbra "sono qui… sono vostra”…. e
infine baciarvi...con il corpo ancora fremente...
con passione, con tenerezza, come due anime...bellissime.
A.
Londra, 3 luglio
dentro me c'è una battaglia.. e anche se io sono nata per stare in guerra
credo che il mentire mi crei delle ansie enormi... delle battaglie che non so combattere,
allora cerco di omettere la verità.. ma so che prima o poi dovrò fare i conti... e dovrò parlare...
sapete perchè ho un poco smesso di scrivervi? perchè l’altra
persona viene a trovarmi spesso e...( insomma che discorso tremendo
vi sto facendo... ma stasera devo farlo.. perdonatemi... vi dirò pure il
motivo.. fra poco... ho bisogno di parlarne... e per ora non me la sento di
farlo con lui.. concedetemi di essere sincera e leale con voi... ) questo ha riaperto
ferite mai rimarginate e scatenato in me aspri conflitti.
Forse qualcuna meno pensierosa e malata di me.. avrebbe inviato
le lettere a voi e avrebbe incontrato lui.. senza stare a farsi troppe domande... tanto..
chi avrebbe mai potuto saperlo? io invece mi ritiro.. entro in crisi..
stupidamente, forse.. Questa sera lui mi ha chiesto cosa stavo facendo
mentre vi stavo scrivendo una lettera... Era arrivato senza farsi annunciare e mi aveva trovato lì, mentre scrivevo a voi…
ecco il disagio... ho cercato di stare sul vago.. e lui insisteva... perché mi conosce, perché non so mentire….
Ho ceduto. In parte.
Ho risposto che c'era una persona con la quale avevo una corrispondenza, una cosa ingenua e lieve, questo gli ho fatto credere, ma dentro me sensi di colpa sciocchi
Oggi gli ho pure detto che a breve farò un viaggio a Parigi... avrei voluto
dirgli che la persona con cui mi scrivo vive là... ma sono riuscita a
tacere... io so che non voglio rinunciare a voi...
A lui ho rinunciato. Ho dovuto farlo quasi per forza... come vi ho già scritto, rimarrà un rapporto così... non so per quanto.. non so quanto lui resisterà.. se sparirà a breve o no... Quando si presenta a casa mia lo accolgo sempre con un volto sorridente e gentile. Nascondo il mio tormento. E nascondo l’amore che provo per lui. Non posso concedermi il lusso di amarlo. Non siamo fatti per amarci serenamente e io ora voglio vivere. Rimane poco tempo. Devo vivere. Oggi.
Sto bene con voi. E sono qui… per voi…
Parigi, 3 luglio
Può accadere che qualche sera si prenda in mano una matita...il resto è
silenzio che diventa segno del tempo. Madame, custodite nel segreto del
cuore queste parole, vi prego. Mi sono molto care.... Bacio. Sulle tette.
Vostro A.
(Nota: Lei non mi ha fatto avere le parole scritte da Lui. Quelle sono custodite nel suo cuore)
Londra, 3 luglio
Mi piace.. ci sono scritte tante cose nascoste... tante cose di voi... Quando
L’avete scritta? La conserverò gelosamente solo per me.. lo giuro.. nessuno
leggerà queste parole oltre a me.. adesso vado a mangiare qualcosa..Mi duole la testa.. ma vorrei stare con voi questa sera... mi aspetterete?
anzi ci sarete?
Parigi, 4 luglio
...il fatto è che certe volte la mente imprigiona frammenti di vita, poi li
libera lentamente ... e non sempre scrivo di me. Certo, ci sono anch'io in
quelle parole, ma più importante...vorrei ci fosse l'umanità intere di vite
un pò sbattute. E' la storia di una coppia, una delle tante. Quando ci si
lascia e poi si scopre la rinascita. E allora si torna indietro...non per
malinconia del passato, oh no..questo no, ma per elaborare il lutto del
dolore. E si scopre che dentro di noi c'è tanta di quella roba che quelli
che non ci vogliono più non lo sanno nemmeno. E se solo avessero saputo
aprire lo scrigno, se solo avessero avuto la pazienza e la voglia...la
voglia madame...di entrare dentro la nostra Anima, di accarezzarla, di
sfiorarle quel tanto che basta per renderla cosa viva...se solo avessero
avuto quella speciale sensibilità che hanno gli amanti...oh sarebbe un
sorriso poi vivere...
Questo pensavo...una coppia che non trova le parole per il quotidiano, che
ad un certo punto sbanda sotto i colpi della normalità...che cosa magnifica
la serena normalità del quotidiano. Magnifica. Tanto più bella quanto più
vero è il modo di parlarsi, di esporsi anche al ridicolo delle cose banali,
o vincere la timidezza che le voglie dell'altro disegnano impetuosamente,
come quando si dice dopo molti molti anni insieme " ti voglio scopare
adesso". Salvo che adesso significa magari che hai ottanta anni. Che
avventura magnifica sarebbe vivere.
Così...ogni tanto mi lascio andare alle parole...oh, ma non vorrei annoiarvi
Milady...se volete ci sono pagine molto sbarellate e stupide, grondano
pirlate a gogò...e poi rido, da solo, come un cretino
Chennesò, titoli di libri mai scritti, assiomi fondamentali della crescita
del Giovane Maschio, grandi invenzioni, roba così. Insomma roba giusta per le
quali al posto vostro non saluterei più uno come me iuk iuk !! ah..e
avviamente le mie romanze preferite : la mutanda scaratta! iuk iuk..oppure
cappuccetto rotto, oppure la bella adulterata nel bosco, biancaneve e i due
nani, insomma roba colta.
Vi bacio ovunque, e perdonate se mi ripeto...vi morderei tutta.
A.
Londra, 4 luglio
Continuate a raccontarmi... parlatemi....
Sono qui rannicchiata sulla poltrona, le vostre lettere sparse sulle mie gambe,
le raccolgo e mi sento vicina voi. Così appoggio la mia testa sulla vostra spalla
e ascolto il suono della vostra voce… siete una musica per me, in questa sera così
solitaria.
Non fermatevi, mi piace ascoltarvi.
Parigi, 4 luglio
Ho voglia di farvi sorridere questa sera. Troppa malinconia traspare dai vostri occhi.
Mi piacciono i vostri occhi quando sorridono, a me.
Aspettate un attimo che prendo una roba...scritta...verità di fanciulli
Milady...aspettate un attimo
Libro Secondo
Il pensiero filosofico
Da zero a 16 anni
Il pensiero del filosofo aveva incominciato a prendere forma il giorno del
suo sesto compleanno, quando, mentre la sua maestrina di scuola aveva
un’aria assorta, fece un popi popi alle di lei poppe. Oltre a prendere una
sberla, capì che dentro quella roba morbida poteva risiedere il segreto
delle caramelle, altrimenti non si poteva spiegare perché tutti cercassero
di morderle. Per vedere se la reazione della donzella non fosse un caso,
rifece un altro popi popi e riprese un’altra sberla, cosa che trovò molto
divertente. Addivenì pertanto alla sua teoria filosofica della tettarella in
due assiomi fondamentali:
i. le tette sono due protuberanze caramellose enormi e morbide
ii. la tette sono protette (notare al raffinata rima da poeta) da uno strano
meccanismo antiurto, tocchi e parte una sberla
La sua infanzia trascorse tra sberle e tirate di orecchie che lo portarono
alla definizione numero tre:
iii. le bugie allungano il naso, le tette, invece, le orecchie; il pisello
non si sa
Queste scoperte segnarono la sua vita e anche le sue orecchie tanto che gli
valsero il titolo di “recchie di gomma '70 "
Annotò anche un piccolo postulato:
iii-bis: in presenza di una donzella si crea un campo magnetico tale per cui
se provi ad avvicinare la mani nell’intorno del bacino, le mani della
donzella partono, come attirate da una calamita, in direzione orecchio
destro con una velocità centocinquanta volte superiore alla velocità della
luce.
iuk iuk...beh come scrittore non sono un granché...eh lo so , lo so...
Vi vorrei ora qui...non nuda, ma da spogliarvi piano...
Sempre vostro A.
Parigi, 4 luglio
E’ ora di andare.
...e questo è il momento più difficile...lasciate che vi baci con dolcezza
questa notte...
come tutte le stelle...
A.